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PARADIGMATICA DELL’AUTOCONTROLLO PENALE (DALLA FUNZIONE ALLA STRUTTURA DEL “MODELLO ORGANIZZATIVO” EX D. LGS. 231/2001) (*)

SOMMARIO: 1. Le funzioni del modello di prevenzione del rischio-reato. – 2. Il dovere di ‘auto-organizzazione’ dell’ente e la sua natura giuridica. – 3. L’intelaiatura del modello: premessa. – 4. La Parte Generale del modello. – 4.1. Il modello di governance, i sistemi organizzativi e di controllo interno. – 4.2. Il sistema delle procure e delle deleghe. – 4.3. Il Codice etico. – 4.4. L’attività di informazione e di formazione. – 4.5. Le modalità di rilevamento delle violazioni del modello. – 4.6. Il sistema disciplinare. – 5. L’istituzione, la composizione e le funzioni dell’Organismo di Vigilanza (OdV): premessa. – 5.1. La struttura dell’Organismo di Vigilanza. – 5.2. Le funzioni dell’Organismo di Vigilanza. – 5.3. Gruppo di società e Organismo di Vigilanza. – 5.4. La responsabilità dei membri dell’Organismo di Vigilanza. 6. La Parte Speciale del modello. – 6.1. La “mappatura” delle attività a rischio-reato (risk assessment). – 6.2. I reati-presupposto della responsabilità dell’ente: dal catalogo formale a quello effettivo. – 6.3. I protocolli di gestione del rischio-reato (risk management). – 6.3.1. La decisione dell’ente come “processo”. –  6.3.2. La struttura dei protocolli.6.3.3. Il contenuto delle cautele. 6.3.4. Cautele “autonormate” e cautele “eteronormate”.6.3.4.1. Il banco di prova della prassi. – 6.3.5. I protocolli di gestione nelle aree cc.dd. strumentali.7. Il modello come strumento “cautelare” e “cautelativo”. – 8. La costruzione delle cautele ‘sostanziali’ e il problema della loro “positivizzazione”: la scorciatoia, impraticabile, delle ‘certificazioni’. – 9. Lineamenti del percorso di ‘positivizzazione’ delle cautele.

 

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