Venerdì 15 Novembre 2013

Ore 15:30 presso Hotel Savoy

(Viale della Repubblica, 22 - Pesaro)

Crediti Formativi n.4

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I. La vecchia concezione dell’appello come mezzo di gravame;
II. La rimeditazione del contenuto, struttura e funzioni dell’art.342 c.p.c. nella giurisprudenza
post riforma 353/1990: ridimensionamento del c.d. effetto devolutivo;
III. Le varie concezioni di “specificità dei motivi” ex art. 342 c.p.c. vecchio testo: rilevanza di questa
elaborazione per l’esegesi del nuovo art. 342 c.p.c.;
IV. “Specificità dei motivi” come necessaria individuazione del capo di sentenza sfavorevole e
come necessaria individuazione delle singole rationes decidendi della sentenza impugnata;
V. “Specificità dei motivi” come necessità di critica analitica e specifica di ogni singolo capo di
sentenza e delle singole rationes decidendi, con individuazione degli errori in fatto e di diritto
(sostanziali o processuali) commessi in sentenza;
VI. “Specificità dei motivi” come necessità, per una parte della giurisprudenza di Legittimità, di
fornire un “progetto alternativo di decisione”;
VII. La riforma del 2009 e la sua ratio; i due filtri di cui a) al nuovo art. 342; b) al nuovo art. 348 c.p.c.;
VIII. Esegesi del nuovo art. 342 c.p.c. ;
IX. Il secondo “filtro” dell’art. 348 bis c.p.c. esegesi e problematiche, anche alla luce della prima
giurisprudenza edita;
X. Tecnica di redazione dell’appello alla luce dei filtri;
XI. Cenni alle modalità decisorie in appello alla luce dell’innesto dell’art. 281 sexies c.p.c. in appello.

 

Relatore: Prof. Stefano RECCHIONI

Ordinario di Diritto processuale civile

(Università di Cassino e del Lazio Meridionale)